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La Manioca



La pianta è originaria dell'America meridionale dove probabilmente viene coltivata da migliaia di anni.
Arrivò in Africa grazie ai navigatori portoghesi, verso il 1600 e si diffuse rapidamente in tutto il continente africano diventando, insieme all'igname, uno degli ingredienti di base delle popolazioni.
Oggi viene coltivata in tutte le zone tropicali del mondo, soprattutto per i grossi tuberi da cui si estrae la fecola, chiamata tapioca.

La pianta è un arbusto alto 2-3 metri con radici che possono arrivare alla lunghezza di un metro e grossezza di circa 40 centimetri.

Le foglie sono alterne, a lobi multipli, di diverse forme e possono variare dal porpora (in giovane età) al verde chiaro o scuro. I fiori sono piccoli, giallo-verdi, rosa o porpora, senza corolla. I frutti, capsulari, scoppiano quando raggiungono la maturità.

Di questa pianta si consuma la radice.
Le radici formano tuberi cilindrici o fusiformi, a volte ramificati, che si raggruppano ai piedi della pianta e possono pesare fino a 2 o 3 kg. I tuberi di manioca sono carnosi, bruni-rossastri in superficie e bianchi all'interno, contengono una fecola impregnata di un succo lattiginoso in cui si trova un glucoside cianogeno chiamato manihotossina. In base alla localizzazione di questo glucoside (nella regione esterna del tubero oppure uniformemente ripartito in tutti i tessuti della pianta) e soprattutto in base alla percentuale contenuta, si distinguono due varietà di manioca: quella dolce e quella amara. La manioca amara deve essere trattata prima della consumazione, per eliminare la manihotossina, la manioca dolce può essere consumata senza particolari precauzioni.
La radice di manioca è un alimento piuttosto povero: contiene da 0,50 a 0,75 % di materie proteiche, 0,33 % di glucosio e 1 % di saccarosio e destrina, 35 % d'amido ma nessuna materia grassa, il resto è sostanza secca in gran parte costituita da cellulosa.


Allo stato naturale non si conserva a lungo, in alcuni paesi il tubero viene tagliato in rondelle e fatto essiccare. Per ottenere la fecola (tapioca) il tubero deve essere lavato, spelato, sciacquato e grattugiato poi trattato e scaldato.

La fecola di manioca, oltre che per le preparazioni alimentari, viene usata per la fabbricazione di cosmetici, colle, detergenti e anche carta.

Perle di Tapioca


Famose, soprattutto in oriente (Tailandia) e negli USA, le perle di Tapioca, piccole palline fatte con la farina di Tapioca che assumono una consistenza gommosa quando bollite.
Vengono utilizzate per la produzione del "Bubble Tea", un the addizionato con sciroppi a base di latte di cocco, cioccolato o frutta ai quali vengono aggiunte queste perle gommose, che vengono aspirate dal fondo del bicchiere insieme alla bevanda con una grossa cannuccia.




  
 Elly_island [ Dom 25 Nov, 2007 00:05 ] Commenta questa ricetta Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento