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Il sito di cucina dove si chiacchiera in allegria.

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Ciao 2008...



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Ci siamo quasi... l'anno sta per finire, e ognuno di noi, chi poco e chi tanto si appresta a festeggiare il 31/12/2008 con un brindisi, con un abbraccio, con un bacio ed ovviamente con una bella...
...magnata!

Bene, CucinainSimpatia, vi propone alcune ricette che potrebbero fare al caso vostro... spulciate nel sito e sono sicura che troverete ciò che cercate.
Dal canto mio festeggerò l'inizio del nuovo anno con i miei famigliari sperando in futuro sereno.

Ho voluto addobbare il portale di CIS, con due spaccati di vita:

  • Nel primo riquadro di foto trovate alcune immagini di pietanze realizzate da alcune utenti di CIS con cucina classica
  • Nel secondo riquadro, trovate pietanze realizzate da alcune utenti di CIS con cucina gluten free


Un abbraccio
Criss
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 Inviato il  Ieri Da rice
3 - Secondi
Avevo del cinghiale fresco fresco e ho preparato questa variante del classico cinghiale in umido alla sarda (ho solo aggiunto 2 pomodorini da sugo a metà cottura....che genialata eh? )


Tagliare la carne del cinghiale a tocchetti piuttosto grandi e rosolateli con della cipolla (non esagerate con quest'ultima però), quando la carne sarà ben rosolata sfumate con un poco di aceto e un poco di vino bianco e lasciar evaporare.
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Aggiungere poi dell'acqua in modo che il cinghiale proceda con la cottura (deve intenerirsi e poichè spesso è parecchio duro, la cottura procede per diverse ore), circa mezzo bicchiere per volta, in modo che non "affoghi" abbassare dunque la fiamma e regolarsi con la cottura aggiungendo di volta in volta mezzo bicchiere di acqua. Un'altra piccola aggiunta di aceto non guasta.
Dopo circa 1 ora, 1 ora e mezza aggiungere due pomodorini da sugo ridotti a pezzetti e il sale. Image
Cuocere il tutto a fiamma bassa sino a quando la carne sarà più tenera.
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Spero sia di vostro gradimento ... noi l'abbiamo gradita


 

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 Inviato il  Ieri Da coccinella
Schede


L'ACETOSELLA



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L’ Oxalis acetosella (nome comune Acetosella dei boschi) è una piccola pianta alta fino a 12 cm, appartenente alla famiglia delle Ossidalaceae.
E’ una pianta erbacea perenne, rizomatosa, alta 8-15 cm. Molto comune, si trova nelle zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, dell'Asia e del Nordamerica. In italia è frequente in tutta la penisola, eccetto le zone litoranee e nelle isole. Cresce nei boschi, nei luoghi ombrosi, dal piano ai 2.000 metri. Gradisce un terreno fertile, morbido e ricco di humus.
Le foglie sono trilobate, portate da un picciolo arrossato, simili a quelle del trifoglio. Col tempo piovoso si contraggono piegandosi verso il basso, assumendo l'aspetto di un piccolo ombrello. I petali e le foglie si chiudono nelle ore nottune.


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Il fiore è unico sullo stelo e compare ad aprile-maggio con petali bianchi o rosati, solcati da sottili venature violette.

Possibili utilizzi

Farmacia

È usata in erboristeria come depurante, diuretico, rinfrescante, facendone un decotto. Le foglie se masticate disinfettano i denti e il cavo orale. Similmente all'acetosa è considerata un buon rimedio per dermatosi e ascessi. Il decotto della radice rende più elastica la pelle. La pianta viene utilizzata fresca poiché essiccandola perde molte delle sue proprietà. I suoi principi attivi sono gli ossalati e gli antrachinoni. L'acido ossalico e gli ossalati contenuti nella pianta possono arrecare gravi danni nel caso se ne ingerisca una quantità eccessiva. Da evitarsi per chi soffre di gotta, artriti, litiasi. La pianta contiene tra l’altro acido ascorbico (vitamina C).

Industria

Nell'industria è usata per ricavarne un ottimo sbiancante delle macchie d'inchiostro e ruggine. Può essere usato anche come disincrostante per i radiatori delle automobili e in genere per lucidare oggetti metallici come rame e bronzo.

Cucina

Anticamente (nel Medioevo) si usava come condimento. Al pari dell'acetosa arricchisce di sapore verdure e minestre. Dalle foglie si può ricavare una bevanda dissetante (quasi una limonata). Le radici possono essere usate come gli asparagi.

Agricoltura

In prossimità di temporali le foglie dell'acetosella si rialzano preannunciando al contadino l'arrivo della pioggia.

Linguaggio dei fiori

Il portamento esile e all'apparenza fragile, nonché la caratteristica che contraddistingue l'Acetosella, vale a dire il ripiegarsi su se stessa durante le piogge o il forte vento come a proteggersi, hanno determinato il significato che nel linguaggio dei fiori è associato alla pianta: protezione e amore materno.



N.B In tutti i casi si deve usare questa pianta con parsimonia in quanto l'acido ossalico in essa contenuto a dosi elevate, risulta tossico.



Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Oxalis_acetosella.jpg
http://www.agraria.org/coltivazioni...edicinali16.htm
http://www.giardinaggio.it/Linguagg.../ACETOSELLA.asp





 

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 Inviato il  Ieri Da coccinella
Schede



IL CERFOGLIO


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Erbacea biennale con radice fittonante di colore bruno e fusto (circa 50-60 cm) robusto, alquanto ramificato, scanalato e cavo internamente,
il cerfoglio è molto simile al prezzemolo. Le foglie, seppur più piccole e di colore meno acceso, sono alterne ,sottili, frangiate e dotate di un lungo picciolo. Fiorisce tra maggio e agosto con piccoli fiori bianchi raggruppati in ombrelle.
Non ha particolari esigenze riguardo al terreno, ma è meglio scegliere zone illuminate ma protette dai raggi diretti del sole. Si semina direttamente in terra a una distanza di circa 20 cm.. Poiché è una pianta difficilmente conservabile conviene fare due semine (a partire dalla primavera) a una distanza di circa 2 settimane in modo da avere sempre foglie fresche, che vanno colte tagliando il picciolo alla base della pianta in modo da agevolare lo sviluppo di nuovi germogli.

Conservazione

E' difficile conservare il cerfoglio essiccato, anche perché si rischia di alterare l'aroma e i principi attivi. Piuttosto congelarle dopo averle pulite con un panno umido.

In cucina

Le foglie del cerfoglio, ricche di vitamina C, di ferro, magnesio e carotene, sono benefiche per la salute oltre che gradevoli per il palato. Vanno aggiunte ai cibi a fine cottura, in modo che mantengano quasi inalterati profumo e poteri. Oltre che in minestre, verdure, pesci, uova e pollami, sono ottime anche nelle insalate.
Il cerfoglio viene di solito usato a crudo, come il prezzemolo, per insaporire moltissime preparazioni anche se il suo sapore è leggermente più delicato.

Bellezza

L'infuso, picchiettato sul volto o lasciato a lungo come una maschera di bellezza, attenua le rughe e migliora il tono della pelle.

Salute

Ha proprietà emolienti; perciò è utilizzato per curare contusioni, punture di insetto, occhi infiammati dal sole e dal vento, blefariti, geloni e nella preparazione di cataplasmi. Il decotto era usato anche per lavare le parti arrossate dei neonati.Una tisana di cerfoglio stimola le funzioni digestive e risulta benefico per il fegato e per la circolazione. Inoltre, l’'infuso è utilizzato per curare idropisia, coliche epatiche, reumatismi, gotta e dolori mestruali. È considerato un purificatore del sangue.



Curiosità

IN AMBITO AGRICOLO :Attira particolarmente le lumache, per questo è utilizzato dagli agricoltori per proteggere il raccolto dalle lumache; le quali, divorando il cerfoglio, faranno meno danni alle altre piante.

IN CASA: Mettere alcuni rametti di cerfoglio nella dispensa terrà lontane le formiche.



Fonti:

http://www.thais.it/botanica/aromatiche/schedeit/sc_0014.htm
http://www.cibo360.it/alimentazione...e/cerfoglio.htm
http://www.agriero.net/Erbe/cerfoglio.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Anthriscus_cerefolium
http://www.blogfree.net/




 

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 Inviato il  Ieri Da coccinella
Schede


ERBA DI S.PIETRO


Come Erba di San Pietro sono note due tipi di piante:

•Balsamita major
•Crithmum maritimum


Il nome di Erba di San Pietro che queste due piante differenti condividono, si spiega ricordando che San Pietro è il santo patrono dei pescatori e che questa pianta predilige gli ambienti temperati, in particolare di mare, soprattutto le rocce soleggiate e gli spruzzi salmastri del clima marino.




BALSAMITA MAJOR


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La Balsamita major è una pianta erbacea perenne della famiglia delle composite,(Asteracae) originaria dell'Asia occidentale e del Caucaso. Nelle varie regioni italiane è conosciuta come amenta romana, erba amara, erba buona, erba della madonna, erba di san Pietro, erba di santa Maria, fritola o menta greca.
Vive nelle regioni temperate e si è quindi perfettamente ambientata in Europa, in Africa del nord e in Nordamerica.

Sinonimi

Balsamita odorosa
Chrysanthemum balsamita
Pyrethrum balsamita
Pyrethrum majus
Tanacetum balsamita


Caratteri botanici

Pianta rizomatosa con fusti eretti e ramificati, alti fino a 120 cm. Presenta foglie alterne e coriacee, ovato-oblunghe, dentate ai margini. I fiori di colore giallo oro.

Coltivazione

Difficile la riproduzione per seme, perché spesso sono sterili e con scarsa capacità germinativa. Decisamente più facile è la moltiplicazione mediante divisione dei cespi, in autunno o primavera. Si può coltivare in terra piena o grandi vasi.

Raccolta e conservazione

Le foglie vengono raccolte preferibilmente prima della fioritura e utilizzate fresche. Posso essere anche congelate in sacchetti chiusi.

Uso in cucina

Usare con moderazione per aromatizzare frittate, torte di verdura. salse, ripieni, frittate, selvaggina, cui dona un sapore simile a quello della menta, ma tendente all'amaro.

Proprietà terapeutiche

Proprietà antispasmodiche, carminative, diuretiche, emmenagoghe.
E’ una di quelle piante medicinali tenute in gran conto nei secoli passati e quasi dimenticata nei nostri giorni. Era presente in tutti gli orti dei semplici medioevali e con le sue foglie si ricavava un olio balsamico per rimarginare le ferite. Le conoscenze chimico - farmacologiche attuali riconoscono all’Erba di San Pietro proprietà nella cura degli organi della digestione che tonifica e libera dai gas da fermentazione. Una foglia pestata e applicata sulle punture di zanzara calma il bruciore.

Curiosità storica

Per secoli è stata coltivata sia per il suo piacevole profumo che per le sue proprietà medicinali.Nel medioevo i suoi fiori venivano utilizzati come segnalibro nelle bibbie (da questo deriva il suo nome comune di Erba della Bibbia).








CRITHMUM MARITIMUM


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Il finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ombrellifere originaria delle regioni europee mediterranee. È l'unica specie del genere Crithmum. Ha radice rizomatosa carnosa, vigorosa, espansa, con lungo fittone ramoso, strisciante, serpiginosa e perenne, spesso lignificata, che quando incontra una fenditura nella roccia vi si insinua tenacemente e può svilupparsi notevolmente, allungandosi fino a 5 metri. Spesso sono presenti tre o quattro rami radicali grossi quanto un dito e dall’odore gradevole. Quando la pianta fiorisce, la radice principale scompare.
Le foglie, composte, sono formate da piccole foglioline lanceolate, carnose, lunghe 1,5-2,0 cm e inserite su un lungo picciolo.
I fiori sono riuniti in ombrelle molto piccole, di colore dal bianco al giallastro; fioriscono da luglio a settembre.I frutti sono di forma ovoidale.
Tutta la pianta ha un odore aromatico, odorante come di un misto finocchio-mentato, dal sapore amarognolo, salato e leggermente piccante.

Diffusione e habitat

È diffuso nelle zone costiere dei paesi dell'Europa meridionale, lungo le coste del mar Mediterraneo. Ama il calore, ma che pare non abbia speciali esigenze pedologiche, cresce bene in qualsiasi tipo di terreno purché la messa a dimora sia in buona esposizione e sia soleggiata. La pianta educata nei giardini o nell’orto è però assai inferiore per le sue proprietà medicamentose a quella che cresce spontanea in riva al mare. Viene ancora raccolto in Inghilterra e si può trovare fresco o conservato in salamoia nei mercati dell’Europa meridionale, soprattutto in Spagna.

In Italia…

In Italia cresce spontaneamente sulle rocce litoranee marine di tutte le coste mediterranee, dall’Istria alla Liguria ed in tutte le Isole maggiori e minori, dove mostra di gradire particolarmente i suoli impregnati di sale marino. Presente nelle scogliere dell’Adriatico, in tutta la riviera del mar Tirreno, intorno al monte Argentario e per tutta la costa verso Napoli. E’ raro che il Critmo si allontani dai litorali, ma eccezionalmente cresce anche nell’entroterra spingendosi all’interno e crescendo sporadicamente su vecchi muri, sui tetti, tra le ghiaie e i castelli, colonizzando spesso le opere costruite dall’uomo (colli Euganei presso le terme; a Gravedona nel Comasco; in Piemonte sui castelli di Cinzano; a Castiglione d’Asti; Mombracelli e della Cisterna; a Mondovì-Piazza; in Toscana a Vagliano; nel Lucchese; a Volterra; così a Venezia sui Murazzi e sulle “fondamente”). Nel secolo scorso, l’indiscriminata raccolta per la conservazione ed il commercio come sottaceto ne avevano provocato la scomparsa in molte località della Liguria e del Nizzardo.

Un po’ di lingue straniere….

Danese: Stranddild.
Francese: Fenouil de mer, Creste marine, Criste marine, Perce pierre, Perce pierre maritime. Franc. Antico: Bacile, Basille, Fenoil marin, Passe pierre.
Inglese: Common Samphire, Crest Marine, Rock fennel, Rock Samphire, Samphire, Sampier, Sea fennel. Ingl. Antico: Pierce-stone.
Italiano: Bacicci, Crètamo, Crista marina, Critamo, Critamo marittimo, Crite, Critmo, Erba di San Pietro, Finocchio marino, Finocchio marino di scoglio, Frangisasso, Spaccasassi.
It. Antico: Baciuco, Basecchia, Crithmo, Sanpetra.
Latino: Crithmum maritimum L., Cachrys maritima Spreng.
Olandese: Zeevenkel.
Portoghese: Funcho marítimo, Marinho, Perrexil-do-mar, Fiuncho do mar, Prixel do mar.
Spagnolo: Hinojo marino. Castigliano : Perejil de mar, Perejil de la Isla (Cádiz); Catalano: Fenoll marí, Fonoll marí. Sp. Antico: Perexilde la mar, Unas de agnu la yerva.
Tedesco: Meerfenchel, Seefenkel, Bazille; Ted. Antico: Baulen, Meer fenichen.

Nomi dialettali italiani

Campania: Granfa di quaglia (Ischia).
Liguria: Bassiga, Basciggia, Erba sascio, Fenôggio maèn (Genova); Bürcio (Quarto); Erba sascio (Chiavari); Basiggi (S. Terenzo); Bacidè, Erba de S. Piè, Ferruggiu marin (Pontedecimo); Fenugiu marin, Fenugiu mên (Porto Maurizio), Ferruggiu mên (Imperia); Erba de marina (Mortola).
Marche: Paccasassi, Spaccasassi.
Sardegna: Fenugu maritimu, Fenuju de mare, Finocciu marittimu, Fenugu de mari, Erba de Santu Perdu.
Sicilia: Finocchiu marinu, Finocciu marinu, Erba di lu pitittu.
Toscana: Bacicci, Baciglia, Baciucco, Baciucchio, Crètamo, Crìtamo, Crètino, Erba San Pietro, Finocchio marino.

Proprieta’ terapeutiche

Come altre specie non velenose delle Ombrellifere, questa pianta conosciuta dagli antichi venne un tempo considerata dagli erboristi idonea per aiutare la digestione e come curativa contro i calcoli renali; le si attribuivano virtù aperitiva, diuretica, emmenagoga, deostruente e litontrittica. Le proprietà terapeutiche di questa pianta medicinale non sono state giustamente considerate per cui essa è rimasta obsoleta e priva di utilizzazione clinica
Come la maggior parte delle umbellifere anche il Critamo assume importanza come spezia, pianta aromatica e officinale per la presenza di oli eterei. La pianta contiene la maggior quantità di essenze durante la prima quindicina di Agosto. Sono presenti olio essenziale: p-cimolo, pinene, g-terpinene, dilapiolo, eugenolo, carvacrolo, timolo metiletere, fenoli, b-fellandrene. Acido acetico, Bromo, Iodio, pectine, sali minerali, solfati e carbonati di potassio, vitamina A, B2, C.

Timolo: dalle proprietà vermicide, contro i tricocefali, anchilistoma duodenale, teniasi.
Eugenolo: dalle proprietà antisettiche e analgesiche.
Carvacrolo: proprietà antisettiche;
Pinene: proprietà litontrittiche (litiasi renale e biliare);
Fellandrene: proprietà espettoranti, anticatarrali (affezioni bronchiali croniche), diuretiche e febbrifughe.

In cucina

Le foglie più giovani, dopo essere state ben lavate e asciugate, vanno conservate in aceto di vino che deve essere cambiato dopo due settimane con dell’altro aceto, in modo che le foglie cedano al primo liquido di salamoia l’eventuale gusto amaro in eccesso. In cucina i sottaceti di Critmo conservano appieno l’aroma marino ed il loro sapore rievoca nella brutta stagione il sole e l’aria dell’estate. Le foglie hanno inoltre impiego alimentare in salse, condimenti e minestre. Le foglie si mangiano come condimento, alla maniera dei cetriolini, preparate con sale, pepe ed aceto, oppure consumate crude in insalata.




Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Erba_di_San_Pietro
http://www.overtop.com/USR/Scarlatt...e/chrmajus.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Crithmum_maritimum
http://www.medicinealtre.it/1999/fernando4-99.html
http://www.agraria.org/coltivazionierbacee.htm




 

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 Inviato il  Ieri Da Felix
I2 - Primi Senza Glutine
... con la ricetta postata da Lory che ringrazio, perchè sono ottime
l'originale è qui Tagliatelle Con Farina Di Castagne
Le ho condite con la salsina di Lory che è squisitissima




Tagliatelle di castagne senza glutine


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Impastare tutto, otterrete una palla morbida che si lavora molto bene.
Io ho fatto tutto a mano, steso la pasta il più sottile possibile, infarinando bene bene il piano di lavoro e poi ritagliato le tagliatelle

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e le ho condite con la salsina proposta da Lory, una vera bontà e considerate che io non amo molto le castagne


 

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Con questa nuova sezione di CucinaInSimpatia esploreremo le tradizioni e i sapori della Cucina Regionale, ricavandone uno spaccato dell'Italia in Cucina e delle sue più autentiche peculiarità.
Tutte le Ricette Regionali sono state seguite dagli utenti di CucinaInSimpatia, occupandosi ognuno della propria Regione di appartenenza. E' stato un grosso lavoro di squadra questo, ed è per questo che sono molto soddisfatta dell'impegno preso da parte di tutti noi.

Ed ora grazie a queste "Schede Tematiche di CIS" scoprirete grazie alle nostre Ricette Regionali tanti buoni piatti della nostra Italia.
Con Affetto
Cristina Casati (Silente)





  
 Silente [ 09 Nov 2007 11:41 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento