Il nome di Erba di San Pietro che queste due piante differenti condividono, si spiega ricordando che San Pietro è il santo patrono dei pescatori e che questa pianta predilige gli ambienti temperati, in particolare di mare, soprattutto le rocce soleggiate e gli spruzzi salmastri del clima marino.
BALSAMITA MAJOR
La
Balsamita major è una pianta erbacea perenne della famiglia delle composite,(Asteracae) originaria dell'Asia occidentale e del Caucaso. Nelle varie regioni italiane è conosciuta come amenta romana, erba amara, erba buona, erba della madonna, erba di san Pietro, erba di santa Maria, fritola o menta greca.
Vive nelle regioni temperate e si è quindi perfettamente ambientata in Europa, in Africa del nord e in Nordamerica.
Sinonimi
Balsamita odorosa
Chrysanthemum balsamita
Pyrethrum balsamita
Pyrethrum majus
Tanacetum balsamita
Caratteri botanici
Pianta rizomatosa con fusti eretti e ramificati, alti fino a 120 cm. Presenta foglie alterne e coriacee, ovato-oblunghe, dentate ai margini. I fiori di colore giallo oro.
Coltivazione
Difficile la riproduzione per seme, perché spesso sono sterili e con scarsa capacità germinativa. Decisamente più facile è la moltiplicazione mediante divisione dei cespi, in autunno o primavera. Si può coltivare in terra piena o grandi vasi.
Raccolta e conservazione
Le foglie vengono raccolte preferibilmente prima della fioritura e utilizzate fresche. Posso essere anche congelate in sacchetti chiusi.
Uso in cucina
Usare con moderazione per aromatizzare frittate, torte di verdura. salse, ripieni, frittate, selvaggina, cui dona un sapore simile a quello della menta, ma tendente all'amaro.
Proprietà terapeutiche
Proprietà antispasmodiche, carminative, diuretiche, emmenagoghe.
E’ una di quelle piante medicinali tenute in gran conto nei secoli passati e quasi dimenticata nei nostri giorni. Era presente in tutti gli orti dei semplici medioevali e con le sue foglie si ricavava un olio balsamico per rimarginare le ferite. Le conoscenze chimico - farmacologiche attuali riconoscono all’Erba di San Pietro proprietà nella cura degli organi della digestione che tonifica e libera dai gas da fermentazione. Una foglia pestata e applicata sulle punture di zanzara calma il bruciore.
Curiosità storica
Per secoli è stata coltivata sia per il suo piacevole profumo che per le sue proprietà medicinali.Nel medioevo i suoi fiori venivano utilizzati come segnalibro nelle bibbie (da questo deriva il suo nome comune di Erba della Bibbia).
CRITHMUM MARITIMUM
Il
finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ombrellifere originaria delle regioni europee mediterranee. È l'unica specie del genere Crithmum. Ha radice rizomatosa carnosa, vigorosa, espansa, con lungo fittone ramoso, strisciante, serpiginosa e perenne, spesso lignificata, che quando incontra una fenditura nella roccia vi si insinua tenacemente e può svilupparsi notevolmente, allungandosi fino a 5 metri. Spesso sono presenti tre o quattro rami radicali grossi quanto un dito e dall’odore gradevole. Quando la pianta fiorisce, la radice principale scompare.
Le foglie, composte, sono formate da piccole foglioline lanceolate, carnose, lunghe 1,5-2,0 cm e inserite su un lungo picciolo.
I fiori sono riuniti in ombrelle molto piccole, di colore dal bianco al giallastro; fioriscono da luglio a settembre.I frutti sono di forma ovoidale.
Tutta la pianta ha un odore aromatico, odorante come di un misto finocchio-mentato, dal sapore amarognolo, salato e leggermente piccante.
Diffusione e habitat
È diffuso nelle zone costiere dei paesi dell'Europa meridionale, lungo le coste del mar Mediterraneo. Ama il calore, ma che pare non abbia speciali esigenze pedologiche, cresce bene in qualsiasi tipo di terreno purché la messa a dimora sia in buona esposizione e sia soleggiata. La pianta educata nei giardini o nell’orto è però assai inferiore per le sue proprietà medicamentose a quella che cresce spontanea in riva al mare. Viene ancora raccolto in Inghilterra e si può trovare fresco o conservato in salamoia nei mercati dell’Europa meridionale, soprattutto in Spagna.
In Italia…
In Italia cresce spontaneamente sulle rocce litoranee marine di tutte le coste mediterranee, dall’Istria alla Liguria ed in tutte le Isole maggiori e minori, dove mostra di gradire particolarmente i suoli impregnati di sale marino. Presente nelle scogliere dell’Adriatico, in tutta la riviera del mar Tirreno, intorno al monte Argentario e per tutta la costa verso Napoli. E’ raro che il Critmo si allontani dai litorali, ma eccezionalmente cresce anche nell’entroterra spingendosi all’interno e crescendo sporadicamente su vecchi muri, sui tetti, tra le ghiaie e i castelli, colonizzando spesso le opere costruite dall’uomo (colli Euganei presso le terme; a Gravedona nel Comasco; in Piemonte sui castelli di Cinzano; a Castiglione d’Asti; Mombracelli e della Cisterna; a Mondovì-Piazza; in Toscana a Vagliano; nel Lucchese; a Volterra; così a Venezia sui Murazzi e sulle “fondamente”). Nel secolo scorso, l’indiscriminata raccolta per la conservazione ed il commercio come sottaceto ne avevano provocato la scomparsa in molte località della Liguria e del Nizzardo.
Un po’ di lingue straniere….
Danese: Stranddild.
Francese: Fenouil de mer, Creste marine, Criste marine, Perce pierre, Perce pierre maritime. Franc. Antico: Bacile, Basille, Fenoil marin, Passe pierre.
Inglese: Common Samphire, Crest Marine, Rock fennel, Rock Samphire, Samphire, Sampier, Sea fennel. Ingl. Antico: Pierce-stone.
Italiano: Bacicci, Crètamo, Crista marina, Critamo, Critamo marittimo, Crite, Critmo, Erba di San Pietro, Finocchio marino, Finocchio marino di scoglio, Frangisasso, Spaccasassi.
It. Antico: Baciuco, Basecchia, Crithmo, Sanpetra.
Latino: Crithmum maritimum L., Cachrys maritima Spreng.
Olandese: Zeevenkel.
Portoghese: Funcho marítimo, Marinho, Perrexil-do-mar, Fiuncho do mar, Prixel do mar.
Spagnolo: Hinojo marino. Castigliano : Perejil de mar, Perejil de la Isla (Cádiz); Catalano: Fenoll marí, Fonoll marí. Sp. Antico: Perexilde la mar, Unas de agnu la yerva.
Tedesco: Meerfenchel, Seefenkel, Bazille; Ted. Antico: Baulen, Meer fenichen.
Nomi dialettali italiani
Campania: Granfa di quaglia (Ischia).
Liguria: Bassiga, Basciggia, Erba sascio, Fenôggio maèn (Genova); Bürcio (Quarto); Erba sascio (Chiavari); Basiggi (S. Terenzo); Bacidè, Erba de S. Piè, Ferruggiu marin (Pontedecimo); Fenugiu marin, Fenugiu mên (Porto Maurizio), Ferruggiu mên (Imperia); Erba de marina (Mortola).
Marche: Paccasassi, Spaccasassi.
Sardegna: Fenugu maritimu, Fenuju de mare, Finocciu marittimu, Fenugu de mari, Erba de Santu Perdu.
Sicilia: Finocchiu marinu, Finocciu marinu, Erba di lu pitittu.
Toscana: Bacicci, Baciglia, Baciucco, Baciucchio, Crètamo, Crìtamo, Crètino, Erba San Pietro, Finocchio marino.
Proprieta’ terapeutiche
Come altre specie non velenose delle Ombrellifere, questa pianta conosciuta dagli antichi venne un tempo considerata dagli erboristi idonea per aiutare la digestione e come curativa contro i calcoli renali; le si attribuivano virtù aperitiva, diuretica, emmenagoga, deostruente e litontrittica. Le proprietà terapeutiche di questa pianta medicinale non sono state giustamente considerate per cui essa è rimasta obsoleta e priva di utilizzazione clinica
Come la maggior parte delle umbellifere anche il Critamo assume importanza come spezia, pianta aromatica e officinale per la presenza di oli eterei. La pianta contiene la maggior quantità di essenze durante la prima quindicina di Agosto. Sono presenti olio essenziale: p-cimolo, pinene, g-terpinene, dilapiolo, eugenolo, carvacrolo, timolo metiletere, fenoli, b-fellandrene. Acido acetico, Bromo, Iodio, pectine, sali minerali, solfati e carbonati di potassio, vitamina A, B2, C.
Timolo: dalle proprietà vermicide, contro i tricocefali, anchilistoma duodenale, teniasi.
Eugenolo: dalle proprietà antisettiche e analgesiche.
Carvacrolo: proprietà antisettiche;
Pinene: proprietà litontrittiche (litiasi renale e biliare);
Fellandrene: proprietà espettoranti, anticatarrali (affezioni bronchiali croniche), diuretiche e febbrifughe.
In cucina
Le foglie più giovani, dopo essere state ben lavate e asciugate, vanno conservate in aceto di vino che deve essere cambiato dopo due settimane con dell’altro aceto, in modo che le foglie cedano al primo liquido di salamoia l’eventuale gusto amaro in eccesso. In cucina i sottaceti di Critmo conservano appieno l’aroma marino ed il loro sapore rievoca nella brutta stagione il sole e l’aria dell’estate. Le foglie hanno inoltre impiego alimentare in salse, condimenti e minestre. Le foglie si mangiano come condimento, alla maniera dei cetriolini, preparate con sale, pepe ed aceto, oppure consumate crude in insalata.